Appendix 3

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APPENDICE TERZA (1)

 

CENNI BIOGRAFI

 

Di Fra Bernardino Sahagun

L ' autorita piu importante intorno alla Civilizzazione Azteca, massimamente in tutto cio che riguarda la religione delli Aztechi , e Bernardino di Sahagun , frate francescano contemporaneo alla conquista. La sua Historia Universal de Nueva Espanna venne stampata per la prima volta nel 1829 , e le circostanze che ne accompagnarono la compilazione non che il suo fato successivo formano un episodio de' piu rimarchevoli nella storia della letteratura.

Il nostro autore ebbe i natali in Ispagna nel villaggio di Sahagun da cui trasse il nome. Educato a Salamanca ed entrato nell' Ordine di S. Francesco egli passo qual Missionario al Messico nel 1529. Cola si distinse ben tosto pel suo zelo, per la purita de' costumi e per gli sforzi indefessi nel diffondere le grandi verita della religione fra i nativi. Dopo esser stato successivamente Guardiano di parecchie Case Conventuali egli abbandono queste cure onde dedicarsi in modo piu esclusivo alla predicazione ed alla redazione di varie opere destinate ad illustrare le Antichita degli Aztechi; assunto quest' ultimo che gli veniva facilitato dalla carica che continuava ad occupare di lettore nel Collegio di Santa Cruz nella Capitale.

 

1 Vedi Prescott, Preliminary vien of the ancient Mesxican civilisazion. 8. London, 1843.

 

La sua Storia Universale venne compilata in un modo assai singolare. Allo scopo di riunire una serie di autorevoli testimo- nianze atte ad assicurare all' opera il pregio della verita storica egli si trattenne qualche anno in una Citta della Provincia di Tezcuco dove, conversando giornalmente con varii Capi Aztechi ignoranti del Castigliano, proponeva loro quesiti ch' essi dopo matura deliberazione scioglievano stendendo le risposte sopra

pergamene nella loro maniera abituale cioe con caratteri geroglifici dipinti. Questi rotoli venivano allora da lui sottoposti all' esame d' altri indigeni stati educati sotto i di lui occhi nel Collegio di Santa Cruz ed essi consultatisi fra di loro davano una versione scritta in lingua Messicana (ma con caratteri latini) dei gerogliflci. Sahagun ripete questo processo in altra citta posta in lontana parte dalla prima, indi sottomise il tutto ad un' ulteriore revisione di un terzo consiglio d' indigeni in altra provincia, e finalmente acconcio gli ottenuti risultati in una storia regolare, nella forma che porta attualmente, componendola in lingua Messicana che egli parlava e scriveva con grande accuratezza ed eleganza maggiore di certo d'ogni Spagnuolo di quell' epoca.

Presentando l'opera un ammasso di informaziolli assai curiose non ando guari che comincio ad attirare l' attenzione de' reverendi confratelli dell' Ordine , i quali temevano l' influenza che una tal raccolta poteva esercitare sui nativi tenendo presente alla loro memoria un troppo vivido ricordo di quelle precise superstizioni pagaue, che il Clero Cristiano s' era assunto di sradicare completamente. Fra Bernardino avendo idee molto piu liberali di quelle del suo Ordine si vide costretto a lottare contro uomini, che guidati da uno zelo fanatico avrebbero volonterosamente annichilato qualsiasi monumento d' arte o d' umana ingenuita che non fosse stato prodotto Sotto l' influenza del Cristianesimo. Essi gli riflutarono il ' permesso di valersi della necessaria assistenza d'alcuni copisti onde trascrivere quei materiali voluminosi, alla di cui collezione egli aveva dedicato tanti anni, avanzando il pretesto che la spesa che l'Ordine doveva incorrere per cio era troppo superiore alle sue forze; e non paghi d' aver cosi per varii anni frapposta una dilazione alla pubblicazione aizzarono contro il povero autore il Padre Provinciale, il quale sequestratigli i Manoscritti li sparse fra le librerie dei varii Conventi del Paese.

In questa condizione disperata di cose Sahagun stese un breve Memoriale sulla natura e tenore della sua opera e lo spedl secretamente a Madrid. Volle il caso che il promemoria venisse alle mani del Presidente del Consiglio delle Indie Don Giovanni de Ovando, il quale tocco dalle preghiere del supplicante ed attratto dalla importanza d'un lavoro a quell' epoca inapprezzabile ed unico nel suo genere invio tosto ordini per la restituzione dei Manoscritti all'autore e nello stesso tempo richiese quest' ultimo di accingersi a farne la versione in Castigliano.

 

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Tal Comando venne tosta obbedito; gli sparsi materiali vennero di nuovo riuniti e quantunque la restituzione venisse da' suoi Superiori accompagnata dalla minaccia delle censure ecclesiastiche , it buon frate ottuagenario si dedico a tutt' uomo a tradurre in Spagnuolo il testo messicano da lui scritto trent' anni prima, ed ebbe non solo la soddisfazione di condurre a termine il suo lavoro, ma lo completo apponendo a fronte dell' originale la versione spagnuola ed aggiungendo altresl come appendice un Vocabolario esplicativo delle frasi e parole pili difficili della lingua Azteca, ed una serie numerosa di geroglifici dipinti a maggior schiarimento del testo. In questa forma componendone due grossissimi volumi in folio, egli spedi la sua opera a Madrid, ove per la richiesta fattane dal Ministro e l'indubbia importanza del lavoro la pubblicazione non avrebbe dovuto apparentemente incontrare ulteriori ostacoli. Tuttavia per cause tuttora ignote l'opera cola scomparve e da quel momento, per ben due secoli, non se ne ebbe altra notizia se non che d' un' opera di gran merito altre volte ivi esistente e rimasta probabilmente sepolta in uno dei numerosi cimiteri dell' umano sapere, di cui tanto abbouda la Spagna.

Fu suI finire della scarso secolo soltanto che all' instancabile Munnoz riuscl disotterrare il Manoscritto per si lungo tempo perduto, e la sua scoperta ebbe luogo nella libreria d' un Convento di Tolosa nella Navarra, ove colla guida di una vaga tradizioue erasi acciuto a farne ricerche. Col cousueto suo ardore egli trascrisse l'intiera opera di suo pugno e ne arricchi la sua inestimabile raccolta, di cui sveuturatamente non era destinato a fruire lui stesso l'intero beneficio. Dietro invito del di lui Mecenate, Aglio ottenne una trascrizione di questa copia sulla fine del 1828, che venue da lui pubblicata nel 1830 nel 6.0 volume delle Antichita del Messica, ma l' onesta soddisfazioue che Lord Kingsborough esprimeva nelle sue note per esse re il primo a rendere di pubblica ragione l' opera di Sahagun era infondata, poiche precisamente l' anno prima un' edizione di quest' opera con commenti era stata pubblicata al Messico in tre volumi in ottavo dal nota Antiquario Bustamante ( autore di molti importanti lavori ) all' appoggio d' un' altra copia del Manoscritto di Munnoz caduta in sue mani.

Cosi quest' opera rimarchevole, alla quale durante la vita dell'autore era stato negato I' onore della pubblicazione, dopo un obblio di due secoli e mezzo riapparve e sorti alle stampe quasi simultaneamente non gia nella patria dell' autore, ma in due contrade poste a si remota distanza. Il racconto e straordinario se si vuole, ma sveuturatamente non tanto strano per la Spagna quanto lo sarebbe per altri paesi.

Sahagun divise la sua Storia in dodici libri. I primi undici espongono le sociali istituzioni del Messico e l' ultimo il grande avvenimento della Conquista. La religione del paese vi e analizzata nei piu minuti dettagli; suo principale oggetto era

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evidentemente quello di porgere una chiara idea della Mitologia Messicana e del pesante rituale annessovi. La religione era si intimamente collegata colla vita privata cogli usi e le abitudini degli Aztechi che l'opera di Sahagun diventa un testo indispensabile per ogni studioso delle loro Antichita. Torquemada nella sua Monarchia Indiana trasse partito d' una Copia Manoscritta della Storia di Fra Bernardino che gli venne alle mani prima che l'originale fosse spedito in Ispagna e ne arricchi le sue pagine -circostanza questa piu fortunata pei suoi lettori che per la riputazione di Sahagun, la di cui opera, ora che e pubblicata, perde non poca di quell' originalita ed interesse che altrimenti avrebbe serbato per intero. In ogni modo il lavoro del buon frate e da un lato inappreziabile, poiche presenta una completa collezione delle varie formole di preghiere in uso presso i Messicani accomodate ad ogni possibile emergenza : sovente esse sono rivestite di bello e dignitoso linguaggio e con cio esse provano come l' associazione di temi sublimi e speculativi possa essere compatibile colle piu degradanti pratiche superstiziose. Dobbiamo non poco rammaricare che soli diciotto inni ( inseriti dall' autore nel suo libro ) ci sieno conservati, in quanto che questo el' unico saggio superstite della poesia religiosa degli Aztechi, poesia per se stessa ricolma di interesse. La parte tanto importante del Manoscritto contenente la traduzione in Azteco e i geroglifici dipinti e pure scomparsa -quando pero la fortuna le avesse permesso di sfuggire alle mani dei fanatici Lojolisti speriamo che un giorno ci possa essere ridonata.

Sahagun compose varie altre opere in parte religiose in parte filologiche. Alcune delle medesime erano voluminose, ma non vennero mai pubblicate1. Fini i suoi giorni in eta assai avvanzata nella citta di Messico neIl' anno 1590. Numeroso corteo di Spagnuoli e di Indigeni ne accompagno la salma alla tomba e tutti piangevano in lui il dotto ed infaticabile antiquario, e il benevolo e sincero sacerdote.

1. L'Evangeliarium di Sahagun scoperto dall'eruditissimo Biondelli non vide la luce che nel 1856.